SULLA SCUOLA COME  E’ OGGI, e  un appello  per l’ Home Schooling rivolto al Parlamento

Nella scuola  dell’obbligo, nonostante meravigliose e coraggiose eccezioni, si sta male.

 

Stanno male gli alunni che vengono oberati da  nozionismi di cui non capiscono il senso, stanno male gli insegnanti che aspirano ad un ruolo educativo non vessatorio e non meramente burocratico, e stanno male anche i genitori,  che si ritrovano a far studiare ai figli a casa, ciò che essi avrebbero dovuto apprendere a scuola. Troppo frequentemente le famiglie sono costrette a cancellare programmi culturali e di svago familiare, che vengono sacrificati al Moloch dei compiti e di inutili esercizi di ripetizione mnemonica (squalificati dalle ricerche di Pedagogia Sperimentale fin dal'inizio del secolo corso).

Nonostante la scuola a tempo pieno sia ormai diffusa in tutta la penisola,  T.P. che avrebbe dovuto abolirli, i compiti a casa in alcune realtà arrivano a cancellare quasi totalmente il tempo privato dei bambini e dei loro familiari, inducendo stress e conflitti relazionali inediti  rispetto alla scuola dell’obbligo di soli 20-30 anni fa.  Per questo migliaia di famiglie vagano nel territorio locale e  in quello nazionale, alcune spostandosi di centinaia di chilometri, alla ricerca di una scuola o di una soluzione di apprendimento più umana e scientifica, più rispettosa degli individuali tempi di sviluppo, del tempo privato extrascolastico ed anche più efficace nel far apprendere. Una soluzione di apprendimento dove la motivazione allo studio sia indotta  più dal piacere della scoperta che dai voti, e magari più dalla collaborazione che dalla competizione.

La scuola così non è un’utopia, all’opposto è una realtà ben presente in diversi fortunati paesi europei, come la Finlandia, che si è qualificata prima per capacità di far apprendere e per piacere di essere frequentata, prima posizione in graduatorie internazionali nelle quali l’ Italia si è invece collocata nelle ultime posizioni.

A fronte dei dati impietosi di queste ricerche, condotte con metodo scientifico e su milioni di alunni, la scuola italiana è riuscita a conquistare comunque un suo specifico primato, si tratta di una dichiarazione dell’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) del 2015, nella quale si esprime preoccupazione per il tasso di disturbi psicosomatici che la scuola italiana sta inducendo nei giovani alunni.

 

Stante la condizione della nostra scuola,  non deve sorprendere il fatto che migliaia di famiglie italiane, non potendo disporre di classi montessoriane, di esperimenti di “scuola senza zaino”, di scuole lebbertarie o di scuole Steineriane (per chi è interessato a quel tipo di formazione mistica), abbiano optato per l’ Homeschooling, la cosiddetta Scuola Parentale.    Sì è vero, c’è chi l’ha fatto anche per  convinzioni ideologiche (alimentari, mistiche, antistato, etc.), ma sono tanti quelli che vi si sono adattati, all’ HS, come soluzione di ripiego, magari nella speranza che prima o poi  la scuola cambi in senso finlandese o che nasca qualcosa di interessante sul proprio territorio, cercando comunque di riempire l’esperienza di percorsi unici e particolari, che difficilmente la scuola “normale” può permettersi.

 

La Legge sulla Buona Scuola,  che il Parlamento sta licenziando in queste ore contiene una norma che, pur riconoscendo il diritto delle famiglie a fare “scuola a casa”, obbliga tutti gli HS a sottoporsi ad un esame annuale, invalidando di fatto ciò che dice di riconoscere, perché ?      Perché se un HS deve farsi valutare da una scuola del territorio è inevitabile che tale esame avvenga sui programmi di quella scuola, per altro diversi da scuola a scuola in virtù della normativa sulla libertà di insegnamento, libertà che riguarda i soli insegnanti,  e non sui programmi effettivamente svolti.   Unica deroga possibile all’esame annuale è quella di iscrivere il figlio ad una scuola privata riconosciuta sostenendo l’esame a fine ciclo (quinta elementare e terza media), ma questa è una soluzione ingenerosa verso chi nell' HS ci mette tanto impegno e soprattutto costosa,  che sembra pensata apposta per portare altri soldi nelle casse dei soliti noti.

 

Una via di uscita chiarificatrice e dignitosa potrebbe stare nel successivo Decreto Attuativo della Legge, con particolare riferimento all'articolo specifico sull’ esame obbligatorio per gli HS,  dove dovrebbe essere chiarito che gli enti esaminatori (siano essi scuole pubbliche o private) devono esaminare sulla base del programma effettivamente svolto dal bambino e anticipatamente loro presentato (e approvato), il quale, garantiti gli obiettivi minimi comuni a tutte le scuole, potrà essere anche molto personale e documentato nel suo percorso (quaderni, video musicali o di altre esperienze, scritti, elaborati, eccetera). Lo stesso Decreto dovrebbe contenere la possibilità per gli HS, nel caso con la singola scuola non si arrivasse ad un accordo sul programma, di essere esaminati da funzionari degli Uffici Scolastici Provinciali (ex Provveditorato agli Studi) , verosimilmente l ‘ Ufficio Ispettivo (dove gli Ispettori hanno quasi sempre una formazione pedagogica) e l' Ufficio Sperimentazioni.    Inoltre il Decreto dovrebbe obbligare le parti ad un accordo anche per quanto riguarda la modalità e la durata di questo esame, ci sono stati bambini che in seconda elementare hanno dovuto subire quattro giorni di esame, neanche fosse la Maturità.

 

L’appello è appunto questo: che chiunque abbia a che fare con forze politiche presenti in parlamento, spinga per ottenere questo tipo di Decreto Attuativo. Gli Home Schoolers generalmente non temono l’esame, temono invece di poter essere impediti nell’esercizio di un diritto che è ormai riconosciuto e temono che i figli possano pagare con eccessi di stress e cadute di stima, verso di sé e verso i propri genitori, conseguentemente a modalità vessatorie e ritorsive per una scelta che va oggettivamente controcorrente e che è spesso, quasi sempre a torto, stigmatizzata come tutte le cose che non si conoscono.

 

Quanti hanno il potere di influenzare la politica, per piacere operino per ottenere questo Decreto Attuativo !

 

 

 

Gianfranco Morciano

 

 

scritto il 2 marzo 2017

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Per incompatibilità etica con i metodi di gestione della cooperativa Mosaico Servizi comunico di aver lasciato la supervisione e la direzione del centro  di Segrate, centro che pur ho fondato. Gli interessati possono scrivermi nella messaggista di questo sito.

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