Riporto questa esperienza che mi pare esemplificativa dello stile spesso ingenuo con il quale mi rapporto all'esterno, ma anche del modo con il quale dall'esterno spesso ci si rapporta con me.

 

 

 

 

Dunque, più di una decina di anni fa (la mia capacità di datazione é disastrosa) l'osservatorio autismo della Regione Lombardia per tramite di un neurologo che credo fosse il direttore di questo organismo, Stefano Palazzi (l' S.T. del titolo di questo pezzo), riferì di un testo circolante all'estero nel quale l'autore smonta pezzo per pezzo non solo le teorie sull'autismo di Bruno Bettelheim ma anche la stessa persona.

Stefano Palazzi presenta questo testo come si dice "senza fare prigionieri", cioé senza alcuna prudenza nei confronti delle tesi di un autore, Pollack, che aveva molte ragioni personali per ampliare talmente tanto la sua critica a Bettelheim.

 

Bettelheim ha certo la responsabilità di aver assunto in toto la teoria della "mamma frigorifero" e delle responsabilità genitoriali  nella genesi della sindrome autistica, ha anche la gravissima responsabilità di aver indicato come prassi terapeutica la "parentectomia", cioé la scissione (eliminazione) dei genitori dal campo percettivo del soggetto autistico. In quei tempi la psicanalisi, diciamo classica, era quasi l'unico strumento iterpretativo dei fenomeni psichici ed il conseguente "focus" diagnostico sui supposti errori parentali era prassi comune (per la verità in molte neuropsichiatrie d' Italia é ancora una prassi diffusa, nelle istituzioni in generale).

Palazzi auspica giustamente che tale testo venga presto tradotto in italiano "come antidoto verso gli imbonitori che imperversano in ogni campo" e paragona Bettelheim a quello psicanalista italiano che negli anni '70 venne arrestato per circonvenzione di incapaci (immagino che si riferisca a Verdiglione). Accostamento accettabile se vengono prese per buone tutte le accuse di Pollack  il quale rivela un Bettelheim manipolatore, ingannatore, che plagia e pubblica come suoi testi altrui, capace di arricchirsi per fama e danaro con scritti non suoi e con titoli inesistenti, con racconti di terapie mai avvenute e tanta falsa casistica.  Pollack arriva a denunciare Bettelheim come violento ed abusante nei confronti dell'utenza affidatagli, persino lascia intendere che sono "oscure" le modalità con le quali egli sarebbe riuscito ad uscire dai campi di concentramento nazisti (come adombrasse una collusione con i carnefici) e non gli perdona il fatto di aver sostenuto che gli ebrei (come lo erano sia Bettelheim che Pollack) avrebbero dovuto e potuto reagire con più decisione e visibilità già all'inizio della shoa.

Insomma dalla lettura di Polack...Bettelheim é l'incarnazione del male.

 

Ma immagino che ancora chi legge si stia chiedendo che cosa ha a che fare tutto ciò con la mia biografia, un attimo prima ancora una piccola riflessione.

 

 

Bettelheim, Shopler ed ANGSA

 

E' l'ANGSA (Associazione Nazionale Genitori di Soggetti Autistici) che ha dato rilievo alla recensione che Palazzi ha fatto del testo di Pollack contro Bettelheim, in effetti un' associazione di genitori non ha che  da compiacersi di questo avendo tante ragioni quante ne aveva Pollack per cercare soddisfazione contro il padre della parentectomia. I genitori di soggetti autistici che hanno attraversato gli anni 60/70 e 80 hanno pagato prezzi pesantissimi sia in termini psicologici (famiglie devastate da sensi di colpa indotti) che economici (patrimoni dilapidati in costose psicoterapie individuali, di coppia e familiari), senza parlare del tempo prezioso che é stato perso dai loro figli in inutili psicoterapie anziché riabilitazione. Ci sono però dei però.

 

L' ANGSA é anche in assoluto l'associazione che in Italia ha valorizzato  l'intervento psico-educativo del programma TEACCH di Shopler più di ogni altra associazione (scriverò di questo programma nella sezione sulle sindromi), e se ANGSA leggesse bene i riferimenti culturali di Shopler vedrebbe che questi si dichiara molto riconoscente a Bettelheim  vantandosi persino di aver lavorato con lui nel suo centro (quello descritto da Pollack come la clinica degli orrori). CErto, l'approccio di Shopler ribalta quasi tutto della psicanalisi in generale ed in particolare della sua traduzione nell'autismo, ad esempio considera i genitori co-terapeuti e l'approccio é più educativo che terapeutico, però sostiene anche di aver preso spunto  da Bettelheim per il suo modello psico-educativo, per la pratica di attribuire ad ogni spazio un significato esclusivo (quello che Shopler chiama coerenza spazio-attività), per il concetto di "struttura" ed anche per l'uso della comunicazione non-verbale.

Insomma credo che l'ANGSA abbia avuto troppo fretta nell'accettare in toto la demolizione scientifica, professionale ed umana di Bruno Bettelheim visto che questa ha in una certa misura influenzato il programma TEACCH che essa stessa promuove...ma l'ANGSA ripeto la posso capire, come posso capire Pollack al quale fu da Bettelheim imputata la responsabilità (in quanto familiare) della morte di suo fratello autistico in un periodo in cui era a casa e fuori dalla clinica.

 

Per quanto riguarda invece le scorrettezze scientifiche ed i plagi di Bettelheim se pure fosse tutto vero, bè vorrei dire che di simili imbonitori ed esperti fasulli sono piene le università, che molti docenti pubblicano come loro... materiale elaborato dagli studenti e dai ricercatori (o copiaincollato da testi non ancora tradotti), poi le librerie sono piene di testi nei quali i diversi autori riportano i loro successi terapeutici...forse un pochino, come dire, sovradimensionati. Per rimanere nel campo dell'autismo basterebbe citare i quattro o cinque testi con i quali  Zappella (professionista stimato ancora oggi, ed a ragione) divenne famoso, quelli nei quali proponeva una sorta di terapia costrittiva che avrebbe dovuto obbligare gli autistici ad uscire dalla loro "difesa" autistica. Quei testi erano pieni di successi terapeutici e QUELLA sembrava essere la terapia più efficace.

Sono anni che Zappella non  richiama più quei testi e quelle pratiche essendosi al contrario avvicinato a delle tecniche più comportamentali (es. metodo Portage)...evidentemente più efficaci, altrimenti non si capisce il perché di tale spostamento.

 

Forse il problema di tanti plagi e sovradimensionamenti più che nella testa della singola persona, va ricercato in strutture più profonde e materiali della nostra società, dove il valore di un professionista é dato più dalla sua apparenza pubblicitaria che dalla sua reale sostanza.

Per non cadere nella dicotomia di difensori o accusanti, preciso comunque che auspico anch'io la traduzione del testo di Pollack, sperando però in una prefazione almeno un poco più critica di quella fatta dall'osservatorio autismo.

ED é qui che arrivo io, l'immodesto. ;)

 

 

Gli incontri a tema ed il libro

Molto prima che l'osservatorio autismo fosse istituito in Regione Lombardia vi fu un forte fermento di cambiamento in questa regione in merito al tema dell'autismo. Alcuni genitori di bambini autistici che si riunivano in ANFFAS avevano, letteralmente, scoperto l'approccio TEACCH in Nord Carolina e preso contatto con Theo Peters che di quell'approccio (o programma) era il rappresentante in Europa, se ricordo bene ciò si era potuto verificare proprio grazie al Convegno Internazionale sull'autismo nel quale anch'io feci un intervento sul tema della "prossimità" (vedi biografia professionale).

IL ribaltamento nella interpretazione dell'autismo (non più psicosi ma disfunzione organica) e nelle prospettive di cura (non più psicoterapie ma educazione) aveva dato un fortissimo scossone alla realtà dei servizi lombardi e non solo. Si moltiplicavano gli incontri, le conferenze ed i corsi; in qualità di Responsabile della Formazione del personale ANFFAS di Milano operai perché fosse istituito il primo corso italiano sul programma TEACCH condotto in prima persona da Theo Peters. Un successo.

A me risultava evidente che Shopler nonostante derivasse da un'esperienza di carattere psicanalitico, di fatto aveva fatto sue tutta una serie di tecncihe di orgigine cognitiva-comportamentale, non ultima quella  dell' Appredimento Discriminativo Senza Errori (aplicata alla comunicazione visiva), su questa mia lettura comparativa feci un discreto trattato (che ancora conservo da qualche parte, e che fu pubblicato sulla rivista nazionale interna dell'ANFFAS) nel quale facevo diversi paralleli tra quello che avevo visto nel programma TEACCH e la corripondente tecnica comportamentale.

 

In quel periodo in ANFFAS operava Farian Sabai, una splendida ragazza neolaureata alla Bocconi (credo in economia) con il compito di risolvere diverse problematiche organizzative; ritenendo anch'io che fosse necessaria una riorganizzazione generale dell'Ente con lei e con il suo superiore tenevo stretti rapporti (per alcune storiche figure dell'Ente, che temevano di perdere il loro ruolo, questa cosa venne interpretata come "collaborazionismo con lo straniero invasore" ed in un certo senso avevano ragione).

Comunque questa persona mi chiese, in vista di una possibile apertura di un Centro per autistici, di poter avere con me una serie di incontri insieme al dott. Palazzi. In sostanza si chiedeva il mio contributo per riuscire a masticare qualcosa di più di autismo e di riabilitazione.

 

Gli incontri furono davvero tanti, sia presso la clinica del sonno dell'Ospedale S.Raffaele di Milano che presso la sede universitaria dove insegnavo: si parlava di appredimento discriminativo senza errori, di tecniche di aiuto allo sviluppo, e di tante altre cose che Palazzi integrava alle sue conoscenze neurologiche (a quel tempo riportava le nozioni alla teoria delle "mappe cognitive"), Sabai prendeva appunti su appunti ed era lei a venirmi spesso a trovare in Uniersità con una sequela di quesiti e domande.

Poi per Anffas fu la crisi. Nel senso che la riorganizzazione si era intoppata sulla perdita di fiducia nei riorganizzativatori, molte cose erano confuse e soprattutto i costi della riorganizzazione (e di alcune parcelle) erano troppo alti per un ente onlus (uno dei casi in cui vale la massima "la cura peggiore del male"). La direzione ANFFAS cambiò e le nuove figure furono allontanate (peccato perché vi era un direttore del personale davvero bravo). Sabai lasciò l'incarico e per diverso tempo non seppi più nulla, anche il rapporto con Palazzi cessò.

 

Fu per me una sorpresa quando venni a sapere, se non erro durante un convegno, che Palazzi unitamente a Sabai, avevano scritto e pubblicato un testo intitolato "l'autismo". Presi il testo fra le mani e vidi che molti dei contenuti toccavano e riprendevano le questioni affrontate nei numerosi incontri, la cosa mi fece piacere, ero solo un poco seccato per non esserne stato informato.  A quel punto cercai la pagina dei rigraziamenti pensando che certamente sarei stato citato.

Niente.

 

Tempo dopo fu Istituito  l'osservatorio autismo della Regione Lombardia.

Da quell'osservatorio la recensione del cosidetto "rapporto Pollack" sulla figura professionale e scientifica di Bruno Bettelheim ed anche sulla sua persona.

Tutto qui.

persona allo specchio
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NEWS:

FEBBRAIO 2015, E' in arrivo IL PRIMO MIO TESTO SULLA COSIDDETTA SINDROME DI TOURETTE, 340 pagine, 520 note, autore Gianfranco Morciano

SETTEMBRE 2011 lasciato Centro Walden di Segrate

Settembre 2011

Per incompatibilità etica con i metodi di gestione della cooperativa Mosaico Servizi comunico di aver lasciato la supervisione e la direzione del centro  di Segrate, centro che pur ho fondato. Gli interessati possono scrivermi nella messaggista di questo sito.

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E' sempre attivo presso il Centro Internazionale Carl Delacato e con il Centro per le Neuroscienze dello Sviluppo di Sorrento, il master post-laurea biennale in  Operatore del Neuro-sviluppo sensorio-motorio. Potranno iscriversi laureati in Psicologia, neuro-psico-motricità, Educazione Professionale ed anche altre lauree purché inerenti l'ambito della cura. E' possibile l'ammissione al corso di insegnanti di primo e secondo grado, con preferenza agli addetti alle attività di sostegno.