NOTE SULLO SVILUPPO

Tutte le scienze applicate alla cura (pedagogia, psicologia, neurologia, psichiatria) e persino la sociologia, si sono più volte cimentate nell'ipotizzare il susseguirsi di fasi di sviluppo individuali dalla nascita alla vita adulta, per questo oggi disponiamo di diverse "scale di sviluppo" a seconda che derivino da uno o dall'altro ricercatore. Queste scale si differenziano tra loro anche per il peso che viene dato all'uno o all'altro fattore di sviluppo (alcune si centrano sull'affettività, altre sulla cognizione, altre sui meccanismi di accomodamento e assimilazione, ancora sulle dinamiche di attaccamento, eccetera).

Una cosa é certa per me, così come per l'educazione professionale (educatori, insegnanti, assistenti) anche per le cure professionali (educatori, riabilitatori, psicoterapeuti, medici) ritengo sia doveroso che si faccia riferimento ad una o più scale di sviluppo umano. Senza questo riferimento non si riesce ad individuare un inceppo nel processo di crescita, una mancanza nell'acquisizione di una singola o più abilità, ma soprattutto non si riesce a stabire un percorso di recupero e ri-direzione dello sviluppo.

 

La maggior parte delle scale venfono definite "dell'età evolutiva" ritenendo che lo sviluppo umano si concentri soprattutto nell'infanzia e nell'adolescanza e che dopo questa età i processi di sviluppo siano da considerare soltanto una riproposizione di quanto avvenuto nell'età infantile.  Oggi questa visione é in via di superamento, o almeno in via di revisione proprio in conseguenza del miglioramento della conoscenza  di cui si dispone delle caratteristiche del sistema nervoso.

 

Sviluppo: spostamento dell'esordio

Sappiamo che le cellule nervose si differenziano a circa 16 settimane dal concepimento; mentre le altre cellule eucariote proseguiranno nel loro ciclo di divisione cellulare, da questo momento le cellule nervose smettono di dividersi (salvo eccezioni), quindi di riprodursi, tanto che la quantità presente di cellule nervose in quel periodo sarà quella massima che l'individuo potrà avere in tutta la sua vita, tutta la nostra dotazione.

 

Da questo passaggio della vita intrauterina lo sviluppo quantitativo non riguarderà più il numero di neuroni (che al contrario diminuirà progressivamente), ma la loro trasmigrazione nelle diverse aree afferenti ai compiti che essi dovranno svolgere e la proliferazione delle connessioni sinaptiche che permetteranno la loro comunicazione.

 

La non riproducibilità delle cellule nervose é insieme la nostra forza e la nostra fragilità, la forza é data dalla possibilità di non perdere le informazioni per via della morte cellulare (conservazione di memoria), la fragilità é data dall'alta iscrivibilità del sistema nervoso da parte di eventi esterni (anche legati al metabolismo, ad esempio, dell''organismo ospitante).  IL sistema nervoso comincia a strutturare la sua complessa organizzazione proprio nella vita intrauterina e qualunque fattore ambientale dovesse andare ad interferire con questo processo rischia di segnare per sempre quello sviluppo, in tutti i sensi.  Vi é ad esempio un percorso di sviluppo motorio nella vita intrauterina che condiziona il sistema nervoso e che da questo viene condizionato.

Quando il bambino nasce egli non é quindi tabula rasa, ma possiede un suo programma genetico di sviluppo insieme a degli schemi di organizzazione già appresi ed assimilati (altri che lo devono ancora essere), che rappresentano il substrato sul quale si innesteranno i nuovi apprendimenti.

 

E' importante capire che nella vita intrauterina e fino al momento della nascita gli schemi motori che si susseguono, il loro avvio ed il loro chiudersi, sono già apprendimento e organizzazione del sistema nervoso, che avviene secondo un programma filo-genetico ereditato da un milione d'anni di selezione della specie Homus, ogni schema ha una sua funzione regolatoria e si apre e si chiuse sulla base base di stimoli specifici (ad esempio la compressione del collo uterino, il passaggio dal canale pelvico, la torsione che il bambino deve compiere per l'uscita, hanno un ruolo prescritto nel programma) .

E' importante che questa cosa sia compresa sopratutto in una realtà, come quella italiana, nella quale tanto frequentemente si inducono parti anticipati o si eccede in parti cesarei. Chiedo scusa per la disgressione dall'argomento principale).

 

Dunque torniamo su quello centrale.

Con lo sviluppo progressivo del sistema nervoso tutto l'organismo viene messo sotto il suo controllo, inoltre il sistema stesso progressivamente si rende in grado di separare una parte della sua funzione dal compito stretto di controllo del corpo e diviene quella che noi chiamiamo  "mente", che in realtà é solo una definizione concettuale di una capacità.

In una recente intervista Levi Montalcini al compimento dei suoi 100 anni ha detto: "il mio corpo faccia quel che deve fare, Io sono il mio sistema nervoso". Lasciando così ben intendere quali possono essere gli esiti finali di quella differenziazione cellulare cominciata dopo meno di 4 mesi dalla fecondazione ovulare!  SE tutto é andato bene ovviamente, e se corpo e ambiente non hanno portato a dover diversamente impegnare gran parte di quello stesso sistema nervoso, come avviene in molte "cosidette" sindromi neurologiche ed io penso anche psichiatriche.

 

Sviluppo epi-genetico

L'espansione sinaptica neuronale, come detto, é anche processo di sviluppo quantitativo, cioé di volume e peso; questo fa sì che se avvenisse oltre una certa misura durante la vita intrauterina il cranio del nascituro non passerebbe dal canale pelvico. La selezione naturale ha già portato al limite massimo l'estensione ossea del bacino femminile tanto che un'ulteriore cambiamento genetico per allargare ancor più le pelvi porterebbe al distacco della testa del femore dall'acetabolo, condannando le donne alla disabilità motoria.

Per rispondere alle sigenze di sviluppo del sistema nervoso la selezione naturale ha rimandato gran parte dello sviluppo sinaptico umano a dopo la nascita.

Questo vuol dire che il sistema nervoso umano, a differenza delle altre specie, alla nascita é ancora molto immaturo. Anche se risulta anatomicamnente completo esso deve ancora costruire importanti schemi di assimilazione delle esperienze sensoriali ed ambientali e deve farlo mentre già gli stimoli ambientali si accavallano e irrompono ad eccitare gli apparati ricettivi.

L'eccesso di stimolazione del sistema nervoso viene moderato da alcune condizioni:

- l' equilibrio dei meccanismi di eccitazione/inibizione (presenti in ogni cellula nervosa, ma anche regolati da alcune aree)

- il ritardo della maturazione mielinica

- l'apertura regolata di "periodi critici di apprendimento" e la loro chiusura (MOntalcini)

- l'oganizzazione degli stimoli e delle risposte.

Questi sono i meccanismi che permettono ad un percorso di apprendimento, che dopo la nascita diviene esplosivo, di selezionare solo alcuni stimoli ed esluderne altri, di associarli secondo una logica e di modellare per i diversi stimoli sempre più precisi schemi di risposta.

 

Per quanto riguarda i sistemi di regolazione sappiamo quanto questi siano implicati in alcuni disturbi del comportamento ed anche della sensorialità.

Per quanto riguarda la maturazione mielinica sappiamo quanto questa sia implicata nella capacità di conservare le informazioni e soprattutto di trasmetterle attraverso assoni e sinapsi. L'immaturità del SN permette ai sensi "ritardati" di non essere sopraffatti dagli stimoli.

 

Per quanto riguarda i "periodi critici" l'aspetto che più riguarda questa sezione del sito (già affrontato come tema nella sezione EDUCARE) ritengo sia quello della chiusura.

Il periodo critico (come già detto) si apre neurologicamente quando viene eccitato il sistema dopaminergico che attiva allerta, interesse ed anche "piacere" (quel piacere che é sentimento connesso alla scoperta, lo stesso che si presenta come  soddisfazione quando é associato alla ricompensa). L'apertura però é parossistica e tutti gli stimoli in qualche modo correlabili tra loro vengono percepiti ed inseguiti dal sistema attentivo, questo produce tanta eccitazione quanta difficoltà a selezionarne i salienti e quelli essenziali (una specie di entusiamo dei neofiti riferito ai neuroni).

E' una diversa regolazione del BDNF (vedi sezione educare) che permette di cominciare a discriminare e differenziare, catolagore e comparare. Regolando e discriminando gli stimoli salienti si organizza l'apprendimento e si regolano e predispongono anche le risposte, quindi si chiude il periodo sotto effetto del sistema di ricompensa connesso all'efficacia degli schemi di risposta.

 

Una distorsione della dinamica di apertura e chiusura dei periodi critici si ritiene possa essere alla base di numerose patologie del sistema nervoso e del comportamento.

Ad esempio la difficoltà di discriminazione uditiva (per motivi ambientali o genetici) potrebbe impedire una corretta chiusura del "periodo critico" e lasciare la persona (per quella competenza) legata alla fase parossistica di apertura, con tutte le caratteristiche di iperconnettività e ipereccitazione sinaptica di quel momento che troviamo in numerose sindromi.

 

Il fatto che la nostra specie abbia rimandato gran parte dello sviluppo nervoso a dopo la nascita e quindi in esposizione dei fattori di influenza ambientale, se presenta dei rischi é però il fattore che ci contraddistingue come esseri viventi in continuo apprendimento, un apprendimento che dura tutta la vita  e che lascia grande spazio non solo all'educazione ma anche a tutte le pratiche riabilitative che intendono aggiustare processi di sviluppo deficitari o incongrui.

Se la ricerca  genetica ha prodotto ancora poco in termini di possibilità operative, proprio lo studio dei meccanismi di influenza ambientale e di organizzazione delle risposte offrono grande spazio sia all'educazione che alle pratiche riabilitative.

 

Sviluppo filo-genetico ed epi-genetico

Riconoscere, come faccio in effetti, la grande influenza e superiorità dell'influenza ambientale sullo sviluppo nervoso non vuol dire disconoscere il fatto che anche nello sviluppo successivo alla nascita vi siano programmi filogenetici che  determinano lo sviluppo onto-genetico.

SE la maggior parte degli esseri umani arriva a dembulare in posizione eretta, se arriva alla dominanza emisferica (per lo più nello stesso lato) ed alla servenza, se arriva a parlare ed a scrivere, se arriva a far di conto oltre la matematica intuitiva, se raggiunge la capacità di problem solving, é perché questa influenza ambientale di solito rispetta e addirittura asseconda questi programmi genetici.

Un buon programma educativo e di riabilitazione deve comunque conoscere questi programmi.

 

 

 

 

 

 

NEWS:

FEBBRAIO 2015, E' in arrivo IL PRIMO MIO TESTO SULLA COSIDDETTA SINDROME DI TOURETTE, 340 pagine, 520 note, autore Gianfranco Morciano

SETTEMBRE 2011 lasciato Centro Walden di Segrate

Settembre 2011

Per incompatibilità etica con i metodi di gestione della cooperativa Mosaico Servizi comunico di aver lasciato la supervisione e la direzione del centro  di Segrate, centro che pur ho fondato. Gli interessati possono scrivermi nella messaggista di questo sito.

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il Master post-laurea è sempre aperto a Sorrento

E' sempre attivo presso il Centro Internazionale Carl Delacato e con il Centro per le Neuroscienze dello Sviluppo di Sorrento, il master post-laurea biennale in  Operatore del Neuro-sviluppo sensorio-motorio. Potranno iscriversi laureati in Psicologia, neuro-psico-motricità, Educazione Professionale ed anche altre lauree purché inerenti l'ambito della cura. E' possibile l'ammissione al corso di insegnanti di primo e secondo grado, con preferenza agli addetti alle attività di sostegno.